Adozioni Romania: "Violata la Convenzione ONU dell´89".

8 February 2005

 

Statement by the Italian association Amici dei Bambini (Friends of Children) concerning adoption in Romania - 1989 UN Convention breached
Amici dei Bambini has lodged a petition with the Geneva Committee on the Rights of the Child concerning the new Romanian law on the protection of minors that entered into force on 1 January 2005. This law effectively bans international adoptions. The petition was drawn up on the basis of a memorandum prepared by the Milan-based Studio Legale Santa Maria, which is one of the leading European law firms in the field of international law and is acting for Amici dei Bambini on a pro bono basis in this crucial battle for human rights. "The law in question," notes the memorandum, "does not appear to comply with a child's fundamental right to have a family, as laid down in the International Convention on the Rights of the Child concluded in New York on 20 November 1989."
Technically, the Geneva Committee has the power to act on Amici dei Bambini's submission and ask the Romanian government to draft a new law that really guarantees children's rights.
The Romanian government unanimously approved last June a bill drawn up following sustained pressure from the EU, which called for comprehensive legislative reform in Romania to align it on EU countries. In practice, the law restricts international adoption to foreign?based grandparents of a child (see detailed account at annex), i.e. to blood relatives.
"Amici dei Bambini has not forgotten Romania's children," said Marco Griffini, President of the Milan-based association. "The petition is part of a battle for the rights not only of Romanian children but all abandoned children in countries that might draft similar laws."
Today in Romania thousands of abandoned children are forced to live without a family. The official Romanian figures show that more than 80 000 minors are in care, 13 179 of whom with foster families and about 40 000 in private or public institutions. Ansa (the Italian news agency) reported on 20 January that, according to a UNICEF study commissioned by Romania's own health ministry, over 4 000 babies were abandoned in Romania in 2004.
So, as the number of abandoned children rises, the possibility of international adoption has been blocked in a country where adoption is not widely practised for reasons that are also cultural.
Amici dei Bambini organised a number of awareness-raising initiatives in 2004: signatures were collected for a petition to the then President of the European Commission, Romano Prodi, and to the European Parliament; an appeal was sent to newly elected members of the EP; an international coordination was set up to defend international adoptions in Romania made up of numerous European and American NGOs and family associations that pledged to launch similar initiatives in their own countries.
Griffini called on politicians, parliamentarians, associations and families to act so that the condition of children abandoned in Romania was not forgotten.

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martedì 8 febbraio 2005 Adozioni Romania: "Violata la Convenzione ONU dell´89". Amici dei Bambini ricorre al Comitato dei Diritti del Fanciullo di Ginevra. E’ giunto a Ginevra, al Comitato dei Diritti del Fanciullo dell’Onu, l’esposto presentato da Amici dei Bambini contro la nuova legge rumena sulla protezione del minore, entrata in vigore dal 1 gennaio 2005, che di fatto vieta le adozioni internazionali. Il ricorso è stato redatto sulla base di un memorandum elaborato dallo “Studio legale Santa Maria” di Milano, uno dei più autorevoli studi legali europei di Diritto internazionale che ha assistito pro bono Amici dei Bambini in questa importante battaglia di diritti umani. “La disposizione qui in esame – si legge nel memorandum - non sembra conforme al diritto fondamentale del fanciullo ad avere una famiglia, così come sancito nei consideranda della Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia conclusa a New York il 20 novembre 1989”. Tecnicamente il Comitato di Ginevra, prendendo in considerazione l’esposto di Amici dei Bambini, ha il potere di richiamare la Romania e raccomandare il governo di Bucarest all’elaborazione di una nuova legge realmente garantista dei diritti dei minori. Il governo rumeno aveva approvato all’unanimità, lo scorso giugno 2004, una proposta di legge nata dopo le insistenti pressioni dell´Unione Europea, che aveva richiesto un´ampia riforma legislativa alla Romania per poter entrare nella rosa dei paesi comunitari. Di fatto la legge consente l´adozione internazionale limitatamente al nonno del bambino residente all´estero (cfr cronistoria in allegato), prevedendola dunque solo nel caso in cui esiste un legame di sangue. “Amici dei Bambini non ha dimenticato i bambini rumeni – ha detto Marco Griffini, presidente dell’associazione milanese -: l’esposto rappresenta una battaglia di diritti non solo per i bambini rumeni ma per tutti i bambini abbandonati per i quali i governi di alcuni Paesi potrebbero formulare proposte di legge analoghe". Ad oggi in Romania migliaia di bambini abbandonati sono costretti a vivere senza una famiglia. I dati ufficiali forniti dalla Repubblica rumena parlano di oltre 80mila minori sotto protezione sociale di cui 13.179 vivono presso ‘assistenti maternali’ (famiglie affidatarie temporanee) e circa 40mila in istituti pubblici o privati. E’ recente la notizia (Ansa, 20 gennaio 2005) che in Romania nel 2004 oltre 4mila neonati sono stati abbandonati, in base a uno studio commissionato all’Unicef dallo stesso Ministero per la Salute di Bucarest. A fronte di una crescita dei casi di abbandono, le adozioni internazionali in Romania restano chiuse, in un Paese in cui l’adozione nazionale non è praticata anche per ragioni culturali. Amici dei Bambini ha condotto nel corso di tutto il 2004 numerose iniziative di sensibilizzazione: una raccolta di firme inviate al presidente della Commissione Europea, allora Romano Prodi, e al Parlamento rumeno; un appello ai parlamentari europei neoeletti; la costituzione di un "Coordinamento internazionale per la difesa dell´adozione internazionale in Romania", composto da numerose ong e associazioni familiari europee e statunitensi che hanno proposto analoghe iniziative nei rispettivi paesi. “Ci appelliamo a politici, parlamentari, associazioni e famiglie – conclude Griffini – affinché non ci si lasci andare alla rassegnazione e non sia spenta l’attenzione sulla condizione dei bambini rumeni abbandonati”.