Congo e adozione internazionale: alla ricerca di una regolamentazione

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22 July 2010

Congo e adozione internazionale: alla ricerca di una regolamentazione

Bambini africaniUn segnale positivo per l’infanzia abbandonata nella Repubblica Democratica del Congo, dopo le numerose difficoltà riscontrata nel Paese nella gestione delle pratiche adottive.

E’ in corso in queste ore a Kinshasa la prima Tavola rotonda per le adozioni internazionali promossa dal Ministero della Famiglia in collaborazione con Ai.Bi. Un incontro fondamentale che è stato organizzato con un obiettivo specifico: dare una regolamentazione al sistema delle adozioni internazionali in un Paese in cui, secondo le stime di Unicef, sarebbero 4,5 milioni i bambini senza famiglia.

L’incontro mira, per la prima volta nella storia del Paese africano, a mettere insieme i rappresentanti dei Ministeri congolesi competenti in materia di adozioni (Ministero di Giustizia, Ministero Affari Sociali, Ministero per l’Infanzia, Ministero degli Interni, Ministero degli Affari Esteri, Ministero della Salute), i referenti delle Organizzazioni Non Governative che promuovono l’adozione internazionale e quelli delle associazioni locali di tutela dell’infanzia. Positiva la partecipazione dei rappresentanti degli Enti autorizzati italiani Ai.Bi e NOVA.

La tavola rotonda, che si è aperta martedì 20 luglio al Centro studi CERP di Kinshasa, intende gettare la basi per avere un quadro normativo completo e definito per la regolamentazione delle adozioni internazionali. Ad oggi infatti il Paese presenta un quadro normativo lacunoso per quanto riguarda la protezione dell’infanzia abbandonata e la disciplina delle adozioni internazionali. Il governo congolese inoltre non ha firmato la Convenzione de L’Aja del 1993, principale strumento di diritto internazionale per la tutela dei diritti dei minori adottabili e delle aspiranti famiglie adottive.

Gli enti autorizzati che operano nel Paese hanno sempre lavorato per garantire trasparenza e certezza delle condizioni di abbandono dei minori e un attento controllo delle procedure adottive; tuttavia finora è mancata una procedura formalmente riconosciuta dalle istituzioni locali e condivisa tra tutti gli attori coinvolti nelle adozioni internazionali.

Da qui l’importanza della tavola rotonda promossa a Kinshasa: promuovere un quadro normativo omogeneo e coerente per l’adozione internazionale. A chiusura dei lavori sarà elaborato un documento contenente una proposta di regolamentazione delle adozioni che sarà poi sottoposto all’Assemblea nazionale congolese.

“Ogni giorno che un bambino vive fuori dalla famiglia é un giorno di diritto violato”: questo lo spirito che ha animato i rappresentanti della Tavola Rotonda nei tre giorni di lavoro.