«Sull'aereo di Stato c'era un bimbo rubato» La denuncia di una mamma alla Camera
Adottato con l'ente Aibi in Congo. Era sul famoso volo del 2014 con la ministra Boschi. Le famiglie raccontano: minacce e botte ai bambini prima della partenza per l'Italia. La versione di Gentiloni sull'incarico alla moglie del procuratore di Milano che sta indagando sul traffico di minori
I bambini in volo sull'aereo di Stato da Kinshasa a Roma nel 2014 (foto Ansa)
I bambini in volo sull'aereo di Stato da Kinshasa a Roma nel 2014 (foto Ansa)
Perfino sull'aereo di Stato dell'allora ministra Maria Elena Boschi, l'associazione Aibi sarebbe riuscita a infilare un bimbo sottratto ai suoi genitori naturali. Il volo è quello famoso del 28 maggio 2014, da Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, a Roma. È il giorno dell'arrivo di trentuno bambini adottati in Italia e accompagnati dall'attuale sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, all'oscuro delle origini del piccolo così come lo erano tutte le altre autorità. Lo racconta in un'aula della Camera, davanti a una platea ammutolita, Paola Zignone, mamma adottiva per mesi ignara dei raggiri ed ex volontaria dell'ente di San Giuliano Milanese, l'Ong per le adozioni internazionali oggi sotto inchiesta per non aver denunciato tempestivamente una banda di pedofili che realizzava film pornografici in Bulgaria e per aver omesso di segnalare un'organizzazione di trafficanti in Africa. Adesso hanno un nome, un volto, una voce. Oltre a Paola, parlano Giambattista De Mattia, Giovanni Conte, Giulia Fasano ed Eva Mannelli, padri e mamme adottivi. Sono le dieci del mattino di giovedì 18 maggio quando rivelano perché, insieme con un'altra cinquantina di famiglie, hanno denunciato Aibi e il suo presidente responsabile Marco Griffini, 69 anni. Spiegano perché ora lanciano un appello affinché altre coppie adottive escano allo scoperto. E ricordano perché pretendono che le istituzioni stiano dalla loro parte. Ad ascoltarli, c'è un solo parlamentare, Stefano Fassina, di Sinistra italiana.